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MEDICINA-ESTETICA | |||||||||||||||
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Tattoo a Palermo.
![]() La parola deriva dall’inglese tattoo, traduzione di James Cook, del termine onomatopeico “tau-tau”, usato dai Tahitiani per indicare la pratica di battersi sulla pelle delle bacchette acuminate intinte nel nerofumo. Il famoso viaggiatore era di ritorno dalle prime esplorazioni nei mari del Sud. |
| A QUANDO RISALE IL PRIMO TATTOO? Nessuno può stabilirlo con precisione; sembra che l’esigenza di distinguersi con dei tattoo sia nata con l’uomo; ne abbiamo testimonianze nei resti di antiche vestigia in tutti i paesi della terra, lontanissimi fra loro, perché se ne possa ipotizzare una trasmissione di costume. E’ neolitica la mummia di Similaun, del 3.300 a.C., meglio nota come “l’uomo del ghiacciaio”, che riporta linee parallele sulla caviglia destra, sulla schiena e dietro il ginocchio sinistro. La mummia di una Sacerdotessa di Athor, del 2.200 a.C. riporta segni, possibilmente di carattere religioso. Sono neolitiche le statue antiche di divinità, con altrettanti segni individuati come tattoo. COSA SIGNIFICA IL TATTOO? La simbologia allegorica ha creato tattoo svariatissimi, con significati vari a seconda del paese di origine e quindi della tribu’ di appartenenza, del sesso, del mestiere, della classe sociale, della religione, tattoo più o meno espliciti per trasmettere un pensiero, un’ideologia, ora espressione di appartenenza, ora di ribellione o di individualismo, atto scaramantico o propiziatorio, messaggi d’amore, di speranza, di saluto, di odio o di vendetta, quasi sempre testimonianza di un vissuto, superamento di un’esperienza dolorosa come espressione di forza, di virilità o di iniziazione in rito di varia natura (appartenenza ad una fede come quella cattolica ma anche a quella di un clan). Ritroviamo tattoo geometrici (linee ,curve, arabeschi, spirale) figure animali o umane, costellazioni e segni magici, parole, slogan e così via. Il tattoo lo ritroviamo fra gli abitanti della Nuova Caledonia, delle isole di Samoa, nelle isole Palau, Fiji, in Nuova Guinea, nella Nuova Zelanda, , in Australia, in Africa, in Giappone, in America. E’ curioso notare come, malgrado la stretta vicinanza di alcune di queste isole, ciascuna abbia sviluppato un proprio stile di tattoo seguendo diverse simbologie e tatuando questo o l’altro sesso o entrambe in parti corporee diverse. Nelle isole Marchesi decoravano tutta la superficie corporea con i tattoo, comprese palpebre, labbra, gengive, nonché la pelle del cranio. Si interessarono ai tattoo anche personaggi storici come Erodoto, Plinio il Vecchio. Il tattoo fu utilizzato dai Greci e dai Romani per distinguere schiavi, prigionieri, disertori e stranieri. Come detto, dei tattoo ne fecero uso diversi ranghi sociali: contadini, operai, marinai, carcerati , ma anche re, regine, come lo Zar russo Pietro il Grande, Edoardo VII, figlio della regina Vittoria, lo Zar Nicola II, Winston Churchill, Roosvevelt, Stalin, e sono parecchi i personaggi dello spettacolo che, ai giorni nostri, mostrano tattoo più o meno ornamentali. EVOLUZIONE DEL TATTOO I primi tattoo venivano effettuati per cicatrici e per puntura a mezzo di attrezzi rudimentali come spine di pesce o di osso o di denti, lame d’avorio legati in bastoncini e talvolta martellati sulla pelle. In alcuni casi fu proprio l’atto terapeutico di incidere la pelle e metterci dentro dell’erba ritenuta medicamentosa a dare origine ai primi tattoo. Altre volte, quindi, la pelle veniva marchiata a fuoco dando origine a cheloidi (i Maya amavano quelli a bottone). La prima macchinetta per tattoo fu brevettata da Thomas A. Edison nel 1876, anche se con finalità diverse, perfezionata successivamente nel 1891 dall’americano Samuel O’ Reilly e da Charlie Wagner, che la rese elettrica. In Italia il tattoo arriva negli anni ’60, ma la sua moda esplode verso la fine degli anni ’80. Oggi, liberatosi dai più tradizionali modelli di tipo marinaro e delinquenziale, il tattoo è praticato da tutti, dai diciotto anni in su, senza distinzione di classe, di estrazione sociale e con simbologie per lo più puramente ornamentali. Tra gli anni 80 in Occidente e i 90 in Italia si afferma il trucco permanente. Esso è realizzato con pigmenti naturali, anallergici tanto da poter essere utilizzati anche sul viso, sulla zona palpebrale, sulle sopracciglia, sul contorno labbra, su parti cicatriziali (labbro leporino, areole di un seno ricostruito chirurgicamente…). PUO’ ESSERE RIMOSSO? Modi per rimuovere i tattoo sono il peeling chimico, la criochirugia, l’escissione, lo skin-expand, la dermabrasione, la disepitelizzazione e il laser. QUALI SONO I TATTOO COL METODO DEL TRUCCO PERMANENTE? I tattoo epidermici di piccola e media dimensione, anche variopinti, meglio intesi come decori corporei, che a differenza dei tattoo praticati sul viso, per il diverso ricambio cellulare, tendono a permanere invariati sulla pelle. Per questo motivo anche il decoro corporeo, così come il tattoo classico, deve essere scelto in modo oculato, data la sua indelebilità. I tattoo temporanei, ottenibili con sostanze vegetali, se neri, sbiadiscono nel corso degli anni, in tempo indeterminato, se colorati rischiano di lasciare antiestetiche macchie sulla pelle. Essendo epidermici sono, comunque, più facilmente rimovibili con vari tipi di laser (secondo il colore da eliminare). IL TATTOO PUÒ FAR MALE? I pigmenti usati per il tattoo sono di estrazione naturale tollerabili da qualunque soggetto sano, con pelle sana. COSA SI PROVA FACENDOSI UN TATTOO? Il fastidio simile a quello causato da un depilatore elettrico alle gambe, è più o meno avvertito a seconda della parte su cui si pratica il tattoo e della sensibilità del soggetto. QUAL È LA DURATA DI UN TATTOO? Secondo la zona trattata, il tipo di pigmentazione, il tipo di pelle, l’età del soggetto (cogli anni diminuisce il ricambio cellulare), il tatto può durare da sei mesi a dieci anni. E SE CI SI STANCASSE DEL TATTOO? Il pregio di questa tecnica di tattoo consiste proprio nella sua durata: i pigmenti vanno immessi nello strato germinativo delle cellule, tanto quanto basta per consentire un trucco duraturo ma non per tutta la vita, affinché si possa modificare il tattoo col trascorrere degli anni. E’ comunque importante scegliere di praticarsi un tattoo sempre nel rispetto del proprio essere e non per seguire uno stile di moda. SE SI VOLESSE TOGLIERE IL TATTOO? Sono disponibili oggi diversi laser capaci di degradare i pigmenti del tattoo. QUANTO COSTA UN TATTOO? Il costo di un tattoo varia a seconda del lavoro richiesto e potrà essere quantificato in sede di consulto (gratuito). |
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