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PISTACCHIO BRONTE
Il pistacchio di Bronte: l'oro verde
Il pistacchio di Bronte: l'oro verde

La quotazione al chilo del pistacchio di Bronte infatti spesso è uguale a quella al grammo del prezioso metallo. Con Palermo Explorer andiamo alla scoperta dei segreti di questo ricercato frutto
LE ORIGINI DEL PISTACCHIO DI  BRONTE
Furono gli Arabi a promuovere e a diffondere la cultura del pistacchio, basta considerare l'affinità etimologica del nome dialettale dato al pistacchio col corrispondente termine arabo. "Frastuca" il frutto e "Frastucara" la pianta derivano infatti dai termini arabi "fristach", "frastuch" e "festuch" derivati a loro
volta dalla voce persiana "fistich". Ai piedi del vulcano Etna , nel territorio di Bronte, conobbe la massima espansione tanto che nel 1860 interi pascoli e terreni incolti furono trasformati in pistacchietti e la pianta coltivata divenne il fulcro di tutto il sistema agricolo
ed economico dell’area.     

LA SAGRA DEL PISTACCHIO DI BRONTE
La Sagra del Pistacchio si svolge in alcune piazze e vie del centro storico di Bronte, dove vengono realizzate alcune ambientazioni tipiche dell'antica civiltà contadina.
Nel corso della Sagra del pistacchio si possono assaggiare e naturalmente acquistare i prodotti ottenuti con la lavorazione del pistacchio e i frutti stessi. La Sagra è l'occasione per fare conoscere il raffinato frutto, con degustazioni di prodotti che vanno dalla salsiccia alla pasta al pistacchio, dal dolce al gelato, oltre ai numerosi altri prelibati piatti. L'Oro Verde produce una ricchezza di circa 18 milioni di euro e costituisce l'1% della produzione mondiale.    

 LA PIANTA DEL PISTACCHIO DEL BRONTE
Il Pistacchio è un arbusto, più raramente un albero di piccola taglia, di altezza non superiore ai 6 metri, dotato di radici profonde, dal tronco nodoso e contorto di colore grigio brumastro e dal fogliame caduco.
La pianta si trova su delle rocce laviche proibitive per qualsiasi altro tipo di vegetazione. Il terreno, caratterizzato in prevalenza da rocce che affiorano in superficie, crea degli ostacoli alla meccanizzazione di tutte le pratiche culturali indispensabili e determina elevati costi di produzione.
Su otto piante femmine bisogna piantare un maschio, il maschio deve essere piantato in sopra vento e in sotto vento le femmine, in questo modo il vento può trasportare il polline dei fiori dai maschi fino al pistillo delle femmine.
Il pistacchio ha un ciclo di produzione solo biennale.
   
LA LAVORAZIONE DEL PISTACCHIO DI BRONTE
Dopo la raccolta il frutto viene smallato, tramite sfregamento meccanico, con apparecchiature artigianali, e quindi lasciato asciugare al sole per 5-6 giorni.
Si ottiene così  il pistacchio in guscio, chiamato Tignosella, che successivamente viene sgusciata e pelata dai commercianti per essere immessa sul mercato. La pelatura avviene oggi attraverso un procedimento
altamente tecnologico mediante breve esposizione del frutto a vapore acqueo ad alta pressione causando il distacco dell'endocarpo.
Col successivo passaggio alla macchina pelatrice e mediante lo sfregamento dei rulli a velocità differenziata viene tolta la pellicola non più aderente.
Per nastro convogliatore automatico i verdi pistacchi passano adesso un complesso circuito di essicazione a bassa velocità e da questo nella macchina selezionatrice elettronica che scarta gli eventuali acini di colore improprio.
Col confezionamento del prodotto ormai asciutto (umidità 5-6%) in cartoni da 12,5 Kg. si conclude il ciclo di lavorazione.
In ambiente fresco e secco il prodotto conserva il suo colore per diversi mesi, che invece dopo la prolungata sosta tende a sbiadire.
Il pistacchio semplicemente sgusciato e non pelato può essere conservato in frigorifero per ben oltre un anno.    

LA PRODUZIONE DEL PISTACCHIO DI  BRONTE
La produzione biennale siciliana è di circa 16.000 quintali di prodotto sgusciato, l'80% dei quali viene esportato all'estero, mentre il 20% trova impiego nell'industria nazionale.
Il clima ideale è dato da quello predominante della zona etnea di cui sopra, altitudine circa 400-700 metri sul livello del mare con temperature primaverili medie di circa 12° ed infine, per la maturazione, circa 27° a luglio-agosto, con qualche pioggia temporalesca che favorisca il pieno sviluppo del frutto.

IL PISTACCHIO DI BRONTE IN CUCINA
I semi di pistacchio contengono molte proteine (18-23%), in olio (50-60%), vitamine ed altre sostanze non azotate (15-17%), fra i quali prevale il principio attivo della fecondità. Il frutto ha quindi un valore nutritivo molto alto ed il suo valore in calorie è doppio di quello del burro. E'  pregiato e ricercato anche per il suo sapore aromatico e gradevole in pasticceria, in gelateria e per aromatizzare ed insaporire molte vivande. L'olio, estratto dal frutto, trova anche applicazione in dermatologia per le sue alte doti emollienti ed
ammorbidenti.
E' insuperabile per l'utilizzo in pasticceria, ma in Italia sono in realtà sempre meno le industrie che utilizzano questo pistacchio dal costo più elevato dei semi che vengono importati a basso costo soprattutto dall'Iran – questi sono tondi - , ma anche dalla Turchia, dall'Afghanistan, dalla Grecia e dall'America
meridionale.
Gli stranieri invece continuano a comprare i pistacchi di Bronte, soprattutto le case che producono specialità da gourmet, dal fois gras francese , alle praline svizzere.
Ma anche in Italia alcuni pasticceri e alcune associazioni di cultura gastronomiche stanno tornando a utilizzare e a promuovere questo pistacchio: è il caso dell'Associazione Pasticceri Città di Bronte.