Sono uno dei simboli della cultura e delle tradizioni "made in Sicilia": i cannoli. La storia della cucina siciliana è legata alle vicende storiche e culturali dell’isola e con la sua vita religiosa. La cultura gastronomica della Sicilia infatti è assai complessa ed articolata in quanto presenta le impronte di tutte quelle culture che negli ultimi due millenni si sono stabilite nell’isola con abitudini alimentari acquisite dalla Magna Grecia, dagli arabi e dagli ebraici. Ecco perché parlare di cucina siciliana vuol dire iniziare un lungo viaggio nel tempo. E il cannolo siciliano è posizionato al primo posto di importanza nelle specialità tipiche della Sicilia. Secondo tradizione il cannolo acquisisce il suo nome dalla parola “canna”, ovvero “rubinetto” in siciliano. Da uno scherzo carnevalesco infatti, nato in un dimenticato monastero e successivamente propagato dalla pasticceria palermitana, si faceva uscire da un rubinetto invece dell'acqua, la crema di ricotta. Il cannolo è costituito da un involucro a forma tubolare di pasta fritta, farcito con un impasto di ricotta, zucchero, pistacchi, cioccolato e frutta candita. Nella preparazione di questo dolce troverete ricette con diverse varianti! Il cannolo siciliano, definito “scettro del re”, nacque come dolce carnevalesco ma divenuto presto una prelibatezza di tutto l’anno. La tradizione vuole che i cannoli vengano offerti agli amici e/o ai parenti nel numero di dodici o multipli. Il cannolo siciliano è molto spesso presente nei film che parlano di Sicilia, come nel “Il Padrino” dove il cannolo “avvelenato” viene offerto, nel famosissimo teatro di Palermo, ad uno dei Padrini. Una curiosità: nel 2003 un pasticcere di Piana degli Albanesi si è aggiudicato la certificazione ufficiale dei Guinnes dei Primati con il cannolo più lungo del mondo: ben 4 metri e 3 centimetri di cannolo! Non per niente tutti gli anni a Piana degli Albanesi viene indetta una sagra, nel periodo di carnevale, in cui vengono offerti "cannoli" caratteristici per le loro dimensioni.
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