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PRODOTTI TIPICI: LATTE DI MANDORLA
Il latte di mandorla: una delizia per una colazione a Palermo
Il latte di mandorla: una delizia per una colazione a Palermo

Il latte di mandorla è una bevanda dissetante da servire ben fredda. Ha origini molto antiche. Ecco come si prepara a Palermo e la storia mitologica della mandorla…

Il latte di mandorla è una di quelle specialità che a Palermo bisogna assolutamente provare. Va benissimo a colazione, per una merenda o per chiudere dolcemente un pasto

È realizzata mettendo in infusione in acqua le mandorle finemente tritate e spremendo poi le stesse per farne uscire tutto il succo.

È una bevanda dissetante e viene servita, specialmente in estate, ben fredda. Oltre che da solo il latte di mandorla può essere utilizzato per la preparazione di altre bevande come ad esempio il caffé in ghiaccio. La sua produzione è molto antica e venne sperimentata nei monasteri. Il latte di mandorla è un infuso a freddo, per preparalo occorrono 2/3 di mandorle e 1/3 di zucchero. Sarebbe meglio procurarsi mandorle fresche, ma può essere fatto anche con quelle secche dopo averle fatte reidratare in acqua per qualche ora.

Dopo aver pelato le mandorle, si triturano finemente con lo zucchero e si pone la pasta ottenuta in un canovaccio a maglie larghe. Il canovaccio va messo in acqua e tenuto in infusione per almeno 6 ore. Il canovaccio va strizzato bene per recuperare tutte le gocce del latte di mandorla, che va versato in una bottiglia e messo in frigorifero.

La mandorla ha una sua storia addirittura… mitologica. La mitologia greca fa risalire la nascita del mandorlo all'amore tra Fillide, una principessa Tracia, e Acamante, figlio di Teseo, sbarcato nel suo regno per una sosta durante la navigazione verso Troia. I due giovani si innamorarono perdutamente ma Acamante fu costretto a proseguire con gli Achei per combattere nella guerra di Troia.

La giovane principessa, dopo aver atteso dieci anni che finisse la guerra, non vedendolo tornare con le navi vittoriose si lasciò morire per la disperazione. La dea Atena, commossa da questa struggente storia d’amore, decise di trasformare Fillide in uno splendido albero di mandorlo. Acamante in realtà non era morto e quando seppe che Fillide era stata trasformata in albero abbracciò la pianta che per ricambiare le carezze fece prorompere dai suoi rami fiori anziché foglie. L'abbraccio si ripete ogni anno quando i fiori del mandorlo annunciano la primavera.

Il mandorlo in realtà arrivò in Sicilia coi Fenici e il suo uso si diffuse successivamente nelle colonie greche. Veniva utilizzato in cucina per la preparazione di squisiti dolci ma si traeva da esso anche l’olio che, a partire dal Medioevo, talvolta, si sostituiva al più costoso olio di oliva.

All’inizio del secolo scorso la provincia di Agrigento era il primo produttore mondiale e la mandorla rappresentava la principale fonte di reddito. Di questo frutto nulla veniva perduto, la legna della potatura serviva ad alimentare i forni per la cottura del pane, con il mallo esterno si lavorava un tipo di sapone molle chiamato "scibina", il guscio veniva utilizzato per alimentare i bracieri in casa.

Tra tutte le varietà una particolare menzione merita la Pizzuta di Avola, la più elegante tra tutte le mandorle, impareggiabile per forma e gusto. Piattissima, ovoidale e regolare è perfetta per la confetteria più fine ma anche per la preparazione dei dolci siciliani fra cui appunto il delizioso latte di mandorla.