Mentre seduti in un bar del centro di Palermo assaporate un cannolo o una cassata non scordatevi di abbinarli a un bicchiere di ottimo passito di Pantelleria. Un grande vino siciliano dalle origini antichissime. L'invenzione del Passito si deve ai Punici. Fu proprio Magano, il famoso generale cartaginese, a diffondere la ricetta del Passum, ancora in uso oggi a Pantelleria. Fiore all'occhiello della produzione vitivinicola isolana, il Passito di Pantelleria ha origini antichissime. Le uve Zibibbo provengono da vigneti accuratamente selezionati e catalogati come Doc. Il raccolto, nei suoi grappoli migliori, viene messo ad appassire al sole su appositi stenditoi per circa 15-20 giorni, al fine di ottenere un prodotto sano e omogeneo con una gradazione zuccherina variabile tra i 32% al 65%. L'uva passa, viene quindi aggiunta al mosto fiore dopo circa 20 giorni dall'inizio della fermentazione, vale a dire alla fine della fermentazione primaria. Dopo 30 o 40 giorni, il prodotto viene fatto riposare in botti di rovere per circa un mese e affinato in bottiglia per almeno 4 o 5 mesi Si presenta con un colore oro ambrato brillante, ha un sapore tipico e vellutato, naturalmente dolce e carezzevole al palato, di aroma intenso e fine con ricordi di uva passa e albicocca. La vendemmia alla fine di agosto ed il successivo appassimento delle uve donano a questo strepitoso vino liquoroso il suo caratteristico colore dorato con riflessi ambrati. Tra i suoi profumi intensi e molto persistenti si riconoscono sentori di albicocche, miele e fichi secchi. Esaltante in abbinamento a crostate di frutta e formaggi a pasta dura.
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