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Guida alla Città

MEZZOJUSO (PALERMO)
Un carnevale fra leggenda e amore quello di Mezzojuso (Palermo)
Un carnevale fra leggenda e amore quello di Mezzojuso (Palermo)

A Mezzojuso, nei pressi di Palermo, si vive uno dei carnevali più particolari di tutta la Sicilia: quello di Mastro di Campo. Una messinscena che racconta una bella storia d’amore…

Una delle forme più genuine della tradizione popolare carnevalesca siciliana la troviamo a  Mezzojuso, cittadina a 40 chilometri da Palermo a 540 metri sul livello del mare, alle pendici della Rocca Busambra, con poco più di 3.000 abitanti.

Qui si celebra, da diverse centinaia di anni, un caratteristico carnevale: Mastro di Campo, questo è il nome della rappresentazione che prende il nome dal protagonista, ha inizio nel primo pomeriggio della domenica precedente il martedì grasso; dalle due estremità di Mezzojuso (Palermo) partono due cortei, quello dei nobili e delle ancelle, con in testa il re e la regina, e quello di Mastro di campo; essi confluiscono entrambi nella piazza principale di Mezzojuso (Palermo), dove, tra una folta cornice di pubblico, ha inizio la tragicommedia .

Il motivo trae origine dalla storia d’amore tra il capitano d’armi, Mastro di Campo, e una nobile donna, la Regina. Questo amore è inviso al Re, che lo contrasta con tutte le sue forze, fino al punto di segregare la fanciulla in un castello difeso da una guarnigione di armigeri.

Qui arriva Mastro di Campo, col suo seguito di cavalieri, ambasciatore, ingegnere, capitano, barone e baronessa a dorso di asini, la banda del "Foforio", briganti con terrificanti maschere nere di pelle di capra, ruvidi mantelli e copricapi, nastri rossi annodati alle gambe e cappelli, maghi, massarioti, giardinieri e altri personaggi mascherati. Davanti al castello, ove si svolgono balli e banchetti, Mastro di Campo, movendosi a passi di danza scanditi dal ritmo di un tamburo, dopo avere esaminato la posizione logistica, invia al Re, tramite l’ambasciatore, la dichiarazione di guerra

Comincia così la battaglia, sottolineata da scontri di soldati e assordanti boati emessi da un aggeggio somigliante ad un cannone; gli scontri si protraggono per diverse ore e spesso si assiste ad un folto lancio di confetti, anche verso il pubblico, e a scontri mimati. Alla fine Mastro di Campo potrà abbracciare la sua amata.

E’ questa una storia semplice, proposta non da attori professionisti, ma da semplici persone, che volentieri prestano la propria opera alla messinscena, con una partecipazione che trova la sua acme nella maniera bizzarra con cui il protagonista esegue le sue piroette e nei modi estremamente ospitali con cui i Mezzojusari accolgono i forestieri

Si tratta di una rappresentazione che ricorda l'impresa del conte Bernardo Cabrera che, per cercare di conquistare la regina Bianca da lui amata, nel 1412 scalò le mura del palazzo Steri a Palermo; ma alcuni elementi storici contrastano tale teoria, come il fatto che la regina Bianca di Navarra non ricambiasse i sentimenti del Conte. Nel corso dei secoli, l'evento ha subito delle modifiche, come l'intervento di "Garibaldi" e di alcuni suoi uomini che si ha a partire dagli inizi del 1900. La partecipazione dell'eroe dei due mondi e dei suoi uomini è molto attiva: i garibaldini ingaggiano una bella battaglia con le guardie saracene del castello.