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Guida alla Città

PALAZZO ABATELLIS PALERMO
Palazzo Abatellis, se venite a Palermo è fra le cose da non perdere…
Palazzo Abatellis, se venite a Palermo è fra le cose da non perdere…

Residenza nobiliare, convento di suore, museo, colpito dai bombardamenti, rivisto e ristrutturato più volte nel corso dei secoli... Palermoexplorer vi racconta la tormentata storia di Palazzo Abatellis, uno dei tesori di Palermo
Palazzo Abatellis (che risale alla del XV secolo) rientra anche esso fra le dieci cose da non perdere per chi vuole visitare PalermoPalazzo Abatellis è opera di Matteo Carnivalivari era la residenza di Francesco Abatellis (o Patella), maestro Portulano del Regno. Senza eredi, l’Abatellis dispone che il palazzo rimanga alla moglie, e che alla morte di essa il palazzo vi venga fondato un monastero di donne: Santa Maria della Pietà. Così nel 1526 un gruppo di suore dell’ordine domenicano si trasferirono nel palazzo. Furono necessarie numerosi adattamenti per renderlo adeguato alle esigenze della vita monastica. Il palazzo prese il nome di "Monastero del Portulano".

Fu necessaria l’edificazione di una cappella fra il 1535 e il 1541 che venne costruita sul lato sinistro del palazzo. Questa cappella fu costruita negli anni  dall’architetto Antonio Belguardo e prese il nome di "Chiesa di S. Maria della Pietà".

Nel XVII secolo con la costruzione di una chiesa più grande (l'odierna Chiesa di Santa Maria della Pietà ) fu allora abolita e suddivisa in diversi vani. La parte anteriore con l’ingresso su via Alloro fu adibita a parlatorio mentre la parte retrostante fu trasformata in magazzini e tolto l’altare, fu realizzata una porta di accesso nel muro dell’abside.

Nel 1943 il palazzo venne colpito da un bombardamento aereo e crollarono la loggia, il porticato, tutta l’ala sud-ovest e la parete della torre ovest. Le autorità decisero allora di provvedere al suo restauro e di trasformare il palazzo in "Galleria d’Arte per le collezioni d’arte medievale".

Furono ricostruiti il portico, la loggia e il salone centrale di cui era crollato il soffitto. Questi lavori furono ultimati a metà 1953 e fu allora chiamato Carlo Scarpa  per curare l’allestimento e l’arredamento della Galleria che venne aperta al pubblico nel 1954. Scarpa realizzò anche diversi adattamenti di questi restauri per le necessità dell’allestimento.

Dopo un periodo di chiusura nel 2009 il museo è stato riaperto, conservando il lavoro di Scarpa sono state riviste e create nuove ali (le nuove sale verde e rossa) ai piani superiori compresa una terrazza sul tetto.