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Guida alla Città

PALERMO STORIA
La storia (in breve) di Palermo, dai fenici all'unità d'Italia
La storia (in breve) di Palermo, dai fenici all'unità d'Italia

Palermo ha una storia che ha origine nell’VIII secolo a.C. La città ha vissuto una serie di dominazioni (Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Angioini, Spagnoli, Borboni) che l’hanno arricchita di grandi tesori artistici e di un notevole substrato culturale

Il nome della città è di origine greca (‘pàn-ormos’ cioé “tutto porto”) e, la nascita della città, risale al VIII sec. a.C..

Uno dei primi popoli ad arrivare e a governare Palermo furono i Fenici a cui seguirono i Cartaginesi e i Romani nel 254 a.C.. Anche in età romana, Palermo svolse il suo ruolo di porto strategico.

In seguito, le invasioni barbariche, devastarono la città fino al 535, quando venne occupata dai Bizantini.

Tre secoli dopo, la città, fu conquistata dagli Arabi che la fecero diventare una delle più belle città del tempo. Furono loro a portare in queste terre, della Conca d’Oro, i primi agrumeti aprendo nuove possibilità di sviluppo economico.

Successivamente, nel XI secolo, i Normanni conquistarono la città e, insieme agli Svevi, svilupparono le attività commerciali della città facendola diventare un nodo importante di collegamento fra Europa e Asia.

In questo periodo anche la vita culturale fiorì e risale, infatti, a questo momento la nascita della “Scuola Siciliana” di poesia che era legata alla corte di Federico II.

Con l’arrivo degli Angioini nel XIII secolo, la sorte di Palermo cambiò. Il declino e il malgoverno finirono con la rivolta del 1282 conosciuta con il nome “i Vespri Siciliani” che spinse gli Aragonesi a conquistare l’isola. Con loro Palermo conobbe un nuovo periodo di crescita.

Il governo spagnolo, durante i secoli XVI e XVIII, portò la città a una situazione di ristagno economico. Nel 1711 finì il dominio spagnolo e, dopo un breve periodo di controllo sabaudo, Palermo fu governata dai Borboni fino l’unità d’Italia. I Borboni realizzarono, soprattutto nella seconda metà del '700, importanti riforme economiche e politiche.

L'Ottocento segna l'apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l'Europa. La borghesia imprenditoriale è la nuova forza economica e la nuova "committente". E la città allarga i suoi confini. Viene inaugurato il viale della Libertà, continuazione di via Maqueda, ed il quartiere che vi sorge attorno si arricchisce di creazioni liberty.

Ed è purtroppo l'ultimo guizzo, seguito da un periodo di stasi che vede susseguirsi i bombardamenti dell'ultima guerra, il terremoto del 1968 ed un lento, ma corrosivo degrado dei quartieri medievali. Oggi però un nuovo impulso alla rivalutazione, al restauro ed al riutilizzo dei magnifici monumenti del centro sta cercando di risvegliare questo magnifico gigante d'Oriente ancora addormentato.