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    ISOLA USTICA
    L'isola di Ustica, la 'perla nera' paradiso dei subacquei
    L'isola di Ustica, la 'perla nera' paradiso dei subacquei

    È conosciuta un po’ in tutto il mondo da chi ama andare sottacqua. Per via dei suoi fondali dalla ricchissima fauna e flora ittica che le hanno fatto guadagnare l'appellativo di "paradiso" dei sub. Ma Ustica non è solo questo, andiamo dunque alla scoperta di questo lembo di terra carico di storia e suggestioni.

    Ustica, che i romani chiamarono "Ùstum", cioè bruciata, non è l'unica isola vulcanica del Mediterraneo. Eppure è la sola che si può fregiare del titolo di “perla nera del Mediterraneo”.

    Nessun'altra isola vulcanica dei nostri mari riassume in sé tante bellezze: fondali di un blu cupo e turchese pronti ad animarsi degli incredibili colori di mille diverse forme di vita appena incontrano i raggi del sole o anche il tenue bagliore di una semplice torcia subacquea; insenature, grotte e calette scavate nella roccia lavica, frutto di un'immane eruzione vulcanica sottomarina avvenuta nella notte dei tempi; insomma, una natura ancora incredibilmente intatta.

    Ustica si erge isolata in mezzo al mar Tirreno, appena 62 chilometri a nord di Palermo da dove si raggiunge comodamente in una traversata di due ore con il traghetto o in aliscafo in appena un'ora.

    Estesa otto chilometri quadrati, alta appena 248 metri, è la parte terminale di un enorme complesso vulcanico sottomarino esteso decine di chilometri. Per la sua invidiabile posizione al centro delle principali rotte commerciali dell'antichità, fu abitata, come testimoniano resti di un villaggio preistorico vicino al Faraglioni, fin dal 1500 avanti Cristo. Era anche sulla rotta del commercio dell'ossidiana, la pietra vulcanica usata per foggiare gli strumenti da intaglio dell'uomo preistorico. Fu un avamposto fenicio e punico. Sembra anche che oltre seimila schiavi vi furono abbandonati a morire di fame durante la prima guerra punica, al punto che poi negli anni successivi l'isola biancheggiava dei resti ossei e perciò i Greci la definirono "Osteodes", ossario.

    Ma anche in tempi più recenti, dal 500 al 700 non sono mancate le insidie: i pirati e i corsari minacciavano continui sbarchi ed erano un pericolo per la popolazione. L'odierno toponimo di monte Guardia dei Turchi, su cui è adagiato il paese, è una. testimonianza dei pericoli di un tempo, così come la solidissima e tozza torre di Santa Maria che fungeva da vedetta. Ma l'isola, in tempi moderni, viene abitata stabilmente solo dal 1763, grazie ai Borboni che prelevarono dalle Eolie intere famiglie per colonizzarla.

    Il mare

    Ustica è stata la prima riserva marina a tagliare il traguardo, nel 1986. Un esempio che piano piano sta per essere imitato non solo da altri comuni costieri italiani ma anche da altre isole dell'Europa. Un parco blu, dunque, un paradiso per subacquei ma anche per i comuni bagnanti muniti della semplice maschera, amanti dello snorkeling.

    Le sue acque sono estremamente limpide, anche perché per fortuna, le rotte delle petroliere sono distanti migliaia di chilometri. Ma sono i fondali a rivelare gli oggetti più preziosi. Ustica è uno scrigno che serba al suo interno incredibili ricchezze; già a pochi metri dal pelo dell'acqua è un'esplosione aromatica di gorgonie, stelle marine, molluschi, spugne policrome, madrepore e coralli in un tripudio vitale che fa di Ustica una stazione con elevato livello di biodiversità, cioè con una straordinaria ricchezza di vita animale e vegetale.

    Basta andare in apnea per pochi metri, alla Grotta dell'Accademia, per rendersi conto delle bellezze dell'isola, da oltre trent'anni ormai capitale dei sub con una famosa rassegna internazionale delle attività subacquee.

    Tra grotte e calette

    Sono molte le grotte che si possono visitare, sia con i mezzi di superficie che in apnea. L'elenco comincia dalla vicinissima Grotta Azzurra, proprio a sinistra del paese, e prosegue verso ovest per la Pastizza, la Grotta delle Barche, la Grotta Verde. Quindi, superata la punta delI'Arpa si giunge alle grotticelle di Scoglitti e al Fossazzu o piscina naturale.

    Al di là di questo limite comincia la zona "B" di riserva generale , si supera anche la zona "A" di riserva integrale per fare tappa allo scoglio del medico, estrema punta nord dell'isola per raggiungere poi, sul lato di tramontana, i Faraglioni, la Grotta dell'Oro e le vicine grotticelle. È possibile affittare una barca a motore con o senza conducente sia al porto che al villaggio dei pescatori, nei pressi del paese.

    Dove osano i sub

    Bombole in spalla e autorespiratore in bocca per emozioni forti. Con una buona guida. e un training di pochi giorni si può fare qualcosa di più impegnativo come violare il blu profondo di Ustica, magari senza spingersi a profondità abissali, regno di cernie, saraghi, aragoste, murene, e mille altre creature. Il Tunnel del Medico e l'itinerario archeologico, ad appena 15-20 metri, fanno al caso dei principianti sub. Più impegnative le altre immersioni della Grotta dei Gamberi e di Punta San Paolo a 45 metri, mentre di livello intermedio si presentano sia la secca Colombara (-30 metri) sia la Grotta di Capo Falconara.

    Seawatching in… pantofole

    Ma se si vuoi fare a meno di immergere mani e piedi nel blu di Ustica per vedere le sue bellezze e rimanere magari asciutti, c'è sempre una barca che può soddisfare comunque questa richiesta con il seawatching. Comodamente alloggiati nel fondo di uno scafo trasparente, si può andare in giro lungo le calette dell'isola a mirare le bellezze subacquee, anche di notte, il momento preferito da alcuni predatori per la caccia di prede ambite. Si assiste così al momento della pasturazione della cernia, che, tra l'altro, è il pesce simbolo della riserva marina. Lo speciale scafo offre anche giri parziali così come l'intero periplo dell'isola. Infine, possibilità di vedere alcuni esemplari di vita sottomarina anche nell'acquario alla Cala Santa Maria, oppure nei documentari e nelle diapositive proiettate alla Torre dello Spalmatore.

    La riserva

    È divisa in tre parti. La prima, sul versante occidentale dell'isola, è di riserva integrale e va dalla Caletta a Cala Sidoti per una profondità di 350 metri dalla costa. Qui è vietato sia l'accesso che la sosta e la navigazione per permettere il mantenimento del delicato ecosistema che offre uno dei più alti indici di biodiversità di tutto il Mar Mediterraneo. La balneazione è invece consentita solo in due piccole aree della Caletta e di Cala Sidoti che si raggiungono da terra tramite un comodo autobus messo a disposizione dal comune di Ustica.

    La zona "B", detta di riserva generale, va da Punta Gavazzi a Punta Omo Morto, per una profondità di tre miglia dalla costa. Nella zona, che include lo Spalmatore, è consentito la fotografia subacquea e la pesca sportiva con lenza da fermo e da traino. Off limits la pesca dei sub.